Tariffa elettrica agevolata D1

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L'annuncio dall'Autorità per l'Energia: la nuova tariffa, chiamata "D1", sarà applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, per i clienti domestici che usano per il riscaldamento solo le pompe di calore. La nuova tariffa sarà costante, a prescindere dai consumi. 
La nuova tariffa è in vigore dal 1° luglio 2014. E' una nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete: il trasporto, la distribuzione e la gestione del contatore. Lo ha deciso l’Autorità per l’Energia approvando l’introduzione della cosiddetta tariffa"D1" che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontariaai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzandoesclusivamente pompe di calore.
La nuova tariffa sarà costante, a prescindere dai consumi, e potrà essere applicata alle forniture di energia elettrica sia con contratti di mercato libero sia di maggior tutela per l’abitazione di residenza. La novità – spiega una nota Aeeg –  è inserita nel pacchetto di aggiornamento delle tariffe di trasmissione, distribuzione, misura per il 2014 e si inquadra nel percorso delineato dalle normative europee, nazionali e dalla recente deliberazione 204/2013 sull' avvio di una riforma tariffaria per eliminare sussidi incrociati e favorire il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e di utilizzo di fonti rinnovabili, anche attraverso la progressiva eliminazione degli ostacoli alla diffusione di tecnologie innovative come pompe di calore, piastre di cottura a induzione e veicoli elettrici.
L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi tende invece a sfavorire l'utilizzo dell'energia elettrica per usi termici: malgrado l'alto livello di efficienza energetica, l'utilizzo di una pompa di calore porta inevitabilmente ad una crescita dei consumi e della bolletta; la nuova tariffa di rete sperimentale consentirà di ridurre l’aumento della spesa e di rendere queste tecnologie economicamente molto più competitive.
Ad oggi, per un cliente domestico ‘tipo’, con 2.700 kWh/anno di consumi, le tariffe per i servizi di rete rappresentano circa il 35% della bolletta, ma per gli alti consumi, le tariffe di rete possono arrivare fino al 48% della spesa totale. Altra cosa sono i servizi di vendita riferiti al prezzo dell’energia elettrica consumata, pari al 50% circa della spesa totale.
Le attuali tariffe per i servizi di rete per le utenze domestiche servite in bassa tensione sono ancora riferite, in larga misura, alla situazione post crisi energetica del 1973, quando in Italia con le tariffe si pagavano anche la vendita dell’energia elettrica, la fornitura del servizio era verticalmente integrata ed erano presenti numerosi sussidi incrociati e stretti limiti di potenza.
Malgrado diversi tentativi dal 2000 ad oggi – spiega il Regolatore – non è stato possibile ridisegnare il sistema e completare la prevista transizione verso una tariffa dei servizi di rete orientata ai costi, eliminando inefficienze, sussidi e tale da cogliere l’esigenza di fare efficienza energetica per favorire la migliore sostenibilità ambientale possibile.
L’approvazione della deliberazione 204/2013 e l’introduzione della tariffa D1 a livello sperimentale, rappresentano i primi passi concreti verso la riforma tariffaria, anche alla luce dell’evoluzione generale del sistema elettrico, con l’apertura del mercato alla concorrenza e l’esplosione degli oneri generali di sistema, per arrivare a meccanismi meno complessi e più favorevoli alla diffusione di tecnologie ad alta efficienza.
La nuova tariffa sarà introdotta in via definitiva dopo una consultazione pubblica per definire gli aspetti operativi della fase sperimentale e le modalità di realizzazione di un dettagliato monitoraggio dei consumi per raccogliere elementi utili nei futuri procedimenti di revisione tariffaria.

La nuova tariffa elettrica D1 per le pompe di calore in vigore dal 1° Luglio 2014 permette risparmi di diverse centinaia di Euro per impianto, superando il più grosso ostacolo alla diffusione di questa tecnologia in Italia: il costo dell'elettricità. Una novità che, con la proroga dell'ecobonus fino a dicembre, candida il 2014 ad essere l'anno d'oro delle pompe di calore.
Il 2014 potrebbe infatti essere un anno d'oro per le pompe di calore in Italia; fino al 31 dicembre questa tecnologia godrà delle detrazioni fiscali del 65% e da Luglio 2014 è stato superato anche uno dei più grossi ostacoli alla diffusione di questa tecnologia nel nostro paese: il costo dell'elettricità. 
infatti, è in vigore una nuova tariffa elettrica dedicata. Una novità che migliora nettamente la convenienza economica di questo modo di climatizzare gli ambienti: per chi installa una pompa di calore, la nuova tariffa consentirà un risparmio di diverse centinaia di Euro l'anno sulla bolletta elettrica. Fino a oggi il sistema di tariffe in vigore, strutturato in maniera progressiva, cioè con prezzi crescenti all'aumentare dei consumi (scaglioni), è stato un forte disincentivo alla diffusione delle pompe di calore elettriche (PDC). Le PDC, infatti, se dal punto di vista energetico sono tra le tecnologie per il riscaldamento più efficienti, implicano "notevoli consumi elettrici" se paragonati ai normali consumi medi delle famiglie sui quali sono tarati gli scaglioni di consumo, e questo fondamentalmente perchè la quasi totalità di consumi di gas vengono trasformati dalla PDC in consumi elettrici che vanno a sommarsi a quelli già presenti nelle abitazioni. Per una PDC aria-aria o aria-acqua a dimensione di abitazione monofamiliare (ad esempio da 10 kWt di potenza) installata al Nord Italia possiamo stimare un consumo annuo di circa 4.000 – 5.000 kWh (edificio non recentissimo con una classe energetica media). A questo si aggiunga il fatto che quasi sempre l'installazione di una PDC elettrica impone di richiedere l'aumento della potenza della connessione, passando così dalla tariffa D2,riservata agli allacciamenti residenziali con potenza fino a 3 kW, alla più cara tariffa D3, o alternativamente, di installare un secondo contatore, con relativo onere una tantum (circa 500 euro).
Conti alla mano con il sistema attuale riscaldarsi con una PDC, dal punto di vista della bolletta elettrica, era fino ad ora un vero e proprio salasso (soprattutto in assenza di un adeguato impianto fotovoltaico), perché con l'aumentare dei consumi il prezzo del kWh sale. Al momento, un cliente residenziale con una connessione da 3 kW di potenza e 2.700 KWh di consumi annui paga il kWh circa 19 centesimi di Euro. Se installasse una pompa di calore da 10 kWt, ipotizzando che i suoi consumi salgano a 7.700 kWh annui e la potenza impegnata a 4,5 kW, con relativo passaggio alla D3, pagherebbe il kWh oltre un terzo in più: circa 31 centesimi.
Le cose miglioreranno nettamente con la nuova tariffa D1, alla quale potranno accedere, in via sperimentale e volontaria, gli utenti che installino una PDC come impianto di riscaldamento principale in un'abitazione di residenza, anche nel caso in cui scelgano il mercato libero. Con il nuovo sistema tariffario infatti il costo del kWh sarà costante, a prescindere dai consumi. Gli utenti che la sceglieranno potranno accedere alla tariffa D1e pagheranno tutti i kWh consumati – compresi quelli destinati alla pdc – circa 21 centesimi (a seconda di come verranno aggiornati oneri di sistema, di rete e imposte).
Conseguenza pratica? Per il nostro consumatore ipotetico che si scalda con la pompa di calore elettrica (7.700 kWh l'anno di consumi e potenza impegnata 4,5 kW) la bolletta dovrebbe scendere dai potenziali 2.404 euro di oggi (in caso scegliesse il servizio di maggior tutela) a circa 1.620 euro l'anno: un risparmio di quasi 800 euro l'anno corrispondente ad oltre il 33%. Questo vantaggio va aggiunto al risparmio derivante dalla mancanza della importante spesa per il gas e all'eventuale vantaggio derivante dall'installazione di un impianto fotovoltaico.
È evidente che la novità piaccia ai produttori di pompe di calore: “La progressività delle tariffe elettriche italiane era un grosso ostacolo alla diffusione delle pompe di calore in Italia", spiega a QualEnergia.it, Fernando Pettorossi, responsabile del gruppo Pompe di calore di Anima-Co.Aer., l'associzione dell'industria italiana del settore che, spiega "pur essendo stata all'avanguardia, finora è stata costretta a esportare circa il 50% della produzione". "Giudichiamo in maniera molto positiva – continua Pettorossi – la nuova tariffa. Ora la palla è nelle mani degli operatori della filiera: bisogna trarre il massimo da questo 2014 che si annuncia l'anno più propizio per questa tecnologia visto che, oltre alla nuova tariffa, fino al 31 dicembre sono ancora in vigore le detrazioni fiscali del 65%, l'incentivo più attraente per le PDC”.
(Fonte Qualenergia.it)

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