Climatizzazione Annuale Radiante

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Cos'è e come funziona la Climatizzazione Radiante

"La climatizzazione di un ambiente consiste nell'insieme di operazioni effettuate per consentire condizioni termoigrometriche adeguate all'utilizzo di quell'ambiente da parte dell'uomo, a qualsiasi condizione climatica esterna, in ogni periodo dell'anno" (Fonte Wikipedia)

E' opinione comune che ormai il tradizionale impianto di riscaldamento a termosifoni (radiatori ad alta temperatura) abbia fatto il suo tempo perchè non risponde più alle attuali esigenze.
Infatti il tradizionale termosifone non permette il riscaldamento uniforme degli ambienti, crea un fastidioso moto convettivo di polveri e pollini che in più annerisce le pareti, occupa spazio utile all'interno dell'ambiente condizionandone l'arredamento, si può usare solo per il riscaldamento invernale e necessita di temperature dell'acqua di mandata molto elevate (60°C o più, a causa della limitata superficie di scambio termico) a discapito dell'efficienza energetica.

E' possibile migliorare l'efficienza energetica dei tradizionali termosifoni aumentandone sensibilmente la superficie di scambio termico, e quindi anche aumentandone la dimensione, col sacrificio di ulteriore spazio interno all'abitazione: questo nuovo tipo di termosifoni vengono chiamati "radiatori o termoarredi a media o bassa temperatura" perchè possono funzionare con acqua di mandata a temperatura inferiore ai 50°C.
Tuttavia rimangono sempre dei termosifoni e quindi con essi, rispetto a quelli tradizionali ad alta temperatura, viene risolto solo uno dei problemi (miglioramento del rendimento energetico) e, anzi, viene peggiorato il problema dell'ingombro.

Per ottenere diversi vantaggi rispetto agli impianti a termosifoni, oggi si preferisce sostituirli sempre di più negli ambienti domestici, con elementi detti "radianti" composti nella pratica da lunghi piccoli tubi di materiale plastico, affogati nel pavimento o in pannelli di cartongesso/isolante fissati a parete e/o a soffitto, all'interno dei quali scorre un fluido a bassa temperatura (riscaldamento) o bassissima temperatura (raffrescamento).

Attualmente l'impianto di riscaldamento più installato nelle nuove costruzioni è infatti quello formato dal pavimento radiante abbinato alla caldaia a condensazione o ad un più efficiente sistema a pompa di calore sia perchè consente un riscaldamento (ed il raffrescamento estivo se abbinato al sistema a pompa di calore reversibile) uniforme ed indipendente dall'altezza degli ambienti, sia perchè il suo funzionamento a bassa e bassissima temperatura permette costi di esercizio estremamente modesti.

Il grosso limite degli impianti radianti a pavimento è però l'estrema difficoltà o addirittura l'impossibilità di essere realizzati negli edifici esistenti; in più anche nel caso in cui questo tipo d'intervento fosse possibile, esso risulterebbe estremamente invasivo e dispendioso.

Una valida e più economica alternativa all'impianto a pavimento, soprattutto nel caso di ristrutturazioni più o meno importanti, è rappresentata dagli impianti di climatizzazione a pannelli isolanti/radianti a parete e/o soffitto.
Infatti questo tipo di pannelli hanno uno spessore inferiore ai 5 cm e svolgono sia la funzione di isolante termico (ad esempio in abbinamento o in alternativa al termocappotto) che di impianto di climatizzazione invernale ed estiva (abbinati a sistemi a pompa di calore reversibile).
I pannelli sono sezionabili per adattarsi ad ogni ambiente e di solito con essi è sufficiente coprire solo il 70% della superficie (pareti e/o soffitto) in modo da non creare problemi per i punti luce, il montaggio dei quadri ed il posizionamento del mobilio.

Non dovendo poi intervenire sui pavimenti, questo tipo di soluzione risulta di fatto poco invasiva.
Rispetto al sistema radiante a pavimento, quello a parete e/o soffitto ha il vantaggio di una migliore efficienza energetica dovuta anche al fatto che la radiazione dal soffitto raggiunge rapidamente ogni corpo e superficie nella stanza, non ostacolata da mobili o penalizzata da rivestimenti caratterizzati da elevata resistenza termica.
Poi la resa in raffrescamento del soffitto è mediamente tre volte quella di un sistema a pavimento. Ciò permette al sistema di soddisfare i fabbisogni anche del settore terziario, caratterizzati da un maggior carico termico rispetto al settore residenziale.

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